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martedì 4 dicembre 2007

I mammoni d'Italia. Comprensione testo

I mammoni d' Italia (testo preso dal sito http://it.eduhi.at/iperclasse/mammoni.htm)
Tra le tante caratteristiche dell' Italia, ce n’è una di cui il bel paese non è fiero. Insieme alla dieta mediterranea, al clima temperato, alle città museo e ai tanti latin lover, L'Italia è anche il regno dei "mammoni"
Una ricerca condotta pochi mesi fa dall'Istituto Iard ha dimostrato che su 2.500 giovani italiani tra i 25 e i 29 anni, più della metà (57,3%) vive ancora con i genitori. Non si tratta sempre di una necessità economica, né del ritorno a una famiglia di tipo patriarcale. Secondo i sociologi dell'Istituto invece è il risultato di una società permissiva e consumista che non riesce più a soddisfare le aspettative dei giovani per i quali la famiglia diventa un rifugio.
Sono più gli uomini che le donne (67.4% contra 45.9%) i mammoni d'Italia. Un dato che riporta at vecchio luogo comune che se una donna non si sposa è un acida "zitella", mentre l' uomo è un buon "vitellone". Un pregiudizio superato in molte società, ma che nell' area mediterranea e ancora molto sentito, tanto che fra le mammone intervistate molte rinunciano all' indipendenza proprio per risparmiare per il matrimonio.
Il rifiuto di diventare grandi
E la necessità di avere una vita propria? Non esiste. ln casa faccio quello che voglio - ammette candidamente Marco, 35anni, ingegnere. Non devo fare resoconti su come passo il mio tempo. Per me è solo una scelta di comodo: se andassi a vivere da solo non potrei permettermi una casa grande come quella dei miei genitori. Lasciati i principi autoritari, i genitori tendono ad assecondare i figli, cercando più che l’obbedienza, il consenso. "La crisi di identità che viviamo spiega Ia psicoterapeuta Anna Pandolfi nasce proprio dal fatto che nessuno vuole più assumersi alcuna responsabilità: non i genitori che si mettono a disposizione completa
dei figli. Non i ragazzi che, avendo avuto tutto prima ancora di desiderarlo, sono persone generalmente pigre e amorfe. Questi bambini di 30 anni in realtà alcune attenuanti le hanno. lnnanzi tutto Ia struttura della scuola e deIl’università. La scuola superiore in Italia termina a 18 anni. Quindi si va all’università e si finisce il ciclo di studi a 24-25 anni. Poi c'è la specializzazione o il tirocinio professionale, ma i ragazzi, mancando campus e alloggi universitari, fino a quell’età vivono in famiglia. Una volta entrati nella società e diventati adulti faticano ormai ad abbandonare le comodità di cui hanno sempre goduto. Anche la difficoltà di trovare lavoro e la mancanza di fatto di un'edilizia popolare giocano un ruolo decisivo. È vero, per molti giovani questa incertezza porta a ritardare te scelte definitive e a cercare rifugio nella famiglia - ammette la Pandolfi - ma alla fine diventa anche una scelta: quella di piegarsi alle circostanze. Il risultato? L' esaurimento della famiglia stessa, che non si rinnova. Questi mammoni, infatti, una volta che se ne vanno di casa e si sposana, non riescono a tagliare il cordone ombelicale che li ha alimentati per anni. E i genitori, cosi abituati a far parte della vita del figlio, si inseriscono nel matrimonio, nelle piccole e grandi cose. Spesso ho incontrato situazioni in cui i genitori pagano ancora l'affitto a le vacanze ai figli sposati, racconta l'avvocato divorzista Filippo Rossi. Favori che, talvolta, si trasformano in invadenza, Ma ciò che per il partner è insopportabile, per il mammone è comoda routine. "In questo modo si verificano rotture definitive, e spesso dopo la separazione, il mammone torna nella casa dei genitori.

Domande di comprensione
Chi è un mammone?
Quali sono i risultati della ricerca?
Quali sono le caratteristiche del mammone?
Quali sono i motivi che spingono figli e genitori a separarsi molto tardi?
Quali sono i vantaggi/gli svantaggi che derivano dalla convivenza con i genitori?
Quali sono le conseguenze di questa dipendenza?

giovedì 22 novembre 2007

Italiani mammoni?

Il 27 giugno 2006 su Spiegel On-line, una famosa rivista tedesca, Achim Achilles definisce in una satira anti-italiana gli uomini italiani come forma di vita parassitaria. La direzione fa poi marcia indietro e cancella le frasi.
Mammoni sì, ma parassiti? All'articolo reagisce il Corriere Adriadico con l'articolo «Italiani mammoni e parassiti».

Ma quali sono le cause del fenomeno mammismo?
Un articolo del Corriere della Sera, "Italiani mammoni? No, genitori «possessivi»", le cerca nei genitori: "Secondo una ricerca mamme e papà italici danno «molto nido» e «niente ali» ai figli, «costringendoli» a non andarsene di casa".
Nell'articolo "Italiani popolo di mammoni? A prima vista così sembrerebbe; ma vediamoci chiaro" Max Sensi scrive che è difficile rendersi autonomi poichè posto fisso e stipendio assicurato a vita sono ormai un lontano ricordo. Inoltre è difficile per i giovani che escono dalle scuole superiori scegliere tra iniziare la ricerca di lavoro, imparare un buon mestiere o andare all'università.


Interessante il sito Il gazettino. Propone un articolo, "Gli italiani: un popolo di mammoni?" , con vocabolarietto per le parole difficili e la possibilità di ascoltare il brano in formato mp3.

mercoledì 7 novembre 2007

"Bamboccioni" sì, ma non per scelta. Di sicuro lontani da politica e religione

da Repubblica, SCUOLA & GIOVANI
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Nel 2006 i celibi fra i 18 e i 34 anni che vivono "con almeno un genitore" hanno oltrepassato il 60%. Nel 2005 erano 59,5%

"Bamboccioni" sì, ma non per scelta
di sicuro lontani da politica e religione

Tra loro - rivela il rapporto Istat 2006 "la vita quotidiana" -diminuiscono quelli che possono contare su uno stipendio
di SALVO INTRAVAIA

AUMENTANO i ragazzi che, per scelta o necessità, rimangono a vivere in casa dei genitori. Ma non solo. I giovani del nostro Paese marcano sempre di più le distanze dalla politica e dai luoghi di culto. E' il quadro dei ragazzi italiani che emerge dall'ultima indagine Istat su, relativa al 2006, "La vita quotidiana". Confrontando i dati con quelli dell'anno precedente, le preoccupazioni del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa - condite con la discussa definizione di "bamboccioni" - sono destinate ad aumentare. Nel 2006 i giovani celibi di età compresa fra i 18 anni e i 34 anni che vivono "con almeno un genitore" hanno oltrepassato la soglia del 60 per cento. Nel 2005 erano 59,5 su 100.
Ma nel ponderoso volume pubblicato ieri, che prende in considerazione un po' tutti gli aspetti della vita quotidiana (vacanze, tempo libero, stili alimentari, sport, ed altro), l'istituto nazionale di statistica mette a disposizione anche i numeri che possono spiegare le probabili motivazioni di tanto attaccamento a mamma e papà. Infatti, l'aumento dei ragazzi che restano in famiglia è accompagnato dal decremento (dal 47,7 al 46,7 per cento) dei giovani che hanno la fortuna di potersi definire "occupati" e poter contare su uno stipendio. E dal parallelo incremento, pari a due punti percentuali, di coloro che si definiscono in "cerca di occupazione".
Sembrerebbe quindi, almeno stando ai numeri, che i nostri giovani non siano affetti da "mammismo acuto" bensì dall'impossibilità di sostenersi anche quando non si è più ragazzini. Un popolo, quello dei 18/34enni che condivide ancora lo stesso tetto dei genitori, formato da 7 milioni 368 mila individui con netta prevalenza di uomini: oltre 4 milioni e 200 mila.
E accanto alle difficoltà di trovare un lavoro e una casa per andare a vivere da soli, fra i giovani, cresce anche la sfiducia nella politica. In appena 12 mesi il numero di coloro che "non si informano mai di politica" fa registrare un netto balzo in avanti. Fra i 18/19enni addirittura di 3 punti e mezzo: dal 32 al 35,4 per cento. Meno marcati, anche se consistenti, gli incrementi fra i 20/24enni e i 25/34enni. Il motivo di tanta lontananza dai palazzi della politica è presto detto. Alla maggior parte la politica "non interessa" proprio. Ma sono parecchi coloro che dichiarano espressamente la loro "sfiducia nella politica", sentimento che attanaglia il 28,3 per cento dei 25/34enni, e quelli che la considerano troppo "complicata".
Un senso di sfiducia che si allarga anche alla religione. Coloro che dichiarano apertamente di non recarsi "mai in un luogo di culto" è in forte aumento, soprattutto fra i giovanissimi di età compresa fra i 14 e 19 anni. Allontanamento da chiese e parrocchie confermato anche dai ragazzi che frequentano i luoghi di culto "almeno una volta a settimana". Di "frequentatori modici", fra i 14/17enni, nel 2005 se ne contavano 37,6 su 100. Nel breve volgere di un anno si è bruscamente scesi al 30,6 per cento. Disaffezione che in misura minore colpisce anche i 18/19enni e i 20/24enni. Solo fra i 25/34enni si registra un leggero recupero.
(7 novembre 2007)