"Nel corso dei secoli, l'Italia ha sviluppato una ricchissima e diversificata tradizione di leggende e di racconti popolari, con specificità di linguaggio e di argomento a seconda della loro origine geografica. Si tratta di storie bizzarre e divertenti, puramente fantastiche, o di leggende antiche che affondano le radici in un particolare avvenimento o momento storico. Il nostro patrimonio culturale, dignitosamente testimoniato dai monumenti e dalle opere d'arte famosi in tutto il mondo, trova così - nella tradizione orale - un riscontro ancora più capillare e profondo, in cui siamo in grado di riconoscere e rintracciare scorci di vita quotidiana e di immaginario collettivo a noi estremamente familiari. Ecco allora una accurata selezione delle leggende e dei racconti italiani più interessanti, divisi per regione, a testimoniare la forza più intima e nascosta della nostra cultura, l'incredibile capacità creativa del nostro popolo, da leggere e da rileggere."
Ecco come si presenta la nota di copertina del libro "Le più belle leggende popolari italiane" [a cura di Cecilia Gatto Trocchi, Newton & Compton, 2002].. interessante, no?
giovedì 6 dicembre 2007
martedì 4 dicembre 2007
LUOGHI COMUNI SUGLI ITALIANI
Il sito di RAI International Online presenta e analizza otto simpatici luoghi comuni italiani.
1- gli italiani cantano
2- gli italiani mangiano pasta (con un collegamento su come cucinare la vera pasta italiana)
3- gli italiani vivono di arte
4- gli italiani sono cattolici
5- gli italiani devono fare i conti con mafia e terrorismo
6- gli italiani sono appassionati di calcio
7- gli italiani bevono il caffé
8- gli italiani sono poveri
1- gli italiani cantano
2- gli italiani mangiano pasta (con un collegamento su come cucinare la vera pasta italiana)
3- gli italiani vivono di arte
4- gli italiani sono cattolici
5- gli italiani devono fare i conti con mafia e terrorismo
6- gli italiani sono appassionati di calcio
7- gli italiani bevono il caffé
8- gli italiani sono poveri
Il macho italiano
da: Adesso, das aktuelle Magazin in Italienisch, Nr 8, 1998
Il macho italiano
Occhialia scuri, abbronzatura intensa, mascella volitiva. E poi uno sguardo che cattura, un sorriso irresistibile(o ebete, a seconda dei punti di vista), le spalle larghe di cui non ha paura del mondo....I più popolano le spiagge dell' Adriatico o le sale delle discoteche il sabato sera in cerca di nuove "prede", ma c`è anche chi, nascosto dietro giacca e cravatta e una faccia d' angelo, ostenta una certa fragilità sicuro di arrivare così più facilmenete al cuore delle sue vittime, le donne, naturalmente. Sono uomini. Uomini speciali, però. Segni particolari: macho. I tempi cambiano, le mode si evolvono, le donne salgono sempre più gradini verso la parità, ma il mito del macho, l' uomo che "non deve chiedere mai", non sempre belissimo, ma capace di sedurre con una parola o con uno sguardo, non tramonta. Lui contina ad essere un duro, a mentire, a tradire e loro, le donne continuano, inspiegabilmente, a cadere ai suoi piedi, a credergli, a perdonarlo. Per non parlare poi delle esasperazioni del macho: i pappagalli, quelli che, sguinzagliati su spiagge, lunomare, città turistiche inseguono ogni "sottana" soprattutto straniera, e la sommergono di complimenti esagerati pur di arrivare al loro scopo. "Direi chi i machi rappresentano circa l' 80% degli uomini italiani" dice la scrittrice e giornalista Daniela Gamino, autrice del libro "Macho macho", una raccolta di testimonianze di maschi italiani. Si distinguono poi in varie categorie. Ci sono i machi "reali", quelli che vogliono dimostrare ad ogni costo che hanno un intensa attività sessuale e sociale; i "presunti", la categoria considerata latin lover per eccellenza come bagnini, istruttori di eduacazione fisica, fotomodelli e personaggi dello spettacolo; gli "aspiranti", quelli più sfigati che vorrebbero essere macho, ma non possono perché nessuno se li fila; i "subdoli", quelli difficilmente riconosibili che si aggirano indisturbati avvicinando le donne con finta comprensione. I più pericolosi..., racconta la Gambino.
Ma come riconoscere allora un macho vero? "Il tipico macho italiano non ha un preciso identikit fisico"- spiega la Gambino- "può essere un uomo virile, peloso o depilato da palestra, o un basso e grasso avvocato di mezza età È comunque subitoseducente, ha un atteggiamento da bella donna, si muove e cammina come se tutti stessereo guardando lui e, non appena ne ha la possibilità, punta una preda. Non che abbia un particolare interesse per questa donna.... A lui piacciono quasi tutte le femmine, basta che siano un pò carine". Attenzione donne, però... il caldo e l' atmosfera romantica di una spiaggia illuminata solo dalla luce delle stelle giocano brutti scherzi... Così si può credere di addormentarsi accanto ad un novello Casanova, da sempre grande maestro nell' arte di amare, invece ci si sveglia poi con una scottante delusione. "Il tipico macho crede di fare del bene, di distribuire amore," continua la Gambinao-"è convinto anche di saper conoscere profondamente l' universo femminile, ma, intervistando gli uomini per il mio libro, ho scoperto che nessuno, in fondo, ha mai cercato di capire veramente le donne con cui è stato, se non per portasele a letto". Il macho è infatti un "monosessuale", si considera superiore e vive in un mondo puramente maschile. Trova le donne oggetti interessanti da inseguire, ma non le considera esseri umani come lui. Alla fine, guada caso, si scopre che l' unico essere dell' altro sesso con cui si confronta veramente in qualche modo è sua madre. Del resto se è vero che la maggior parte degli uomini italiani sono maschilisti, è anche vero che una buona colpa ce l' hanno le mamme italiane. Una conferma? Basta scambiare quattro chiacchiere con una comune ragazza italiana con fratelli. Sono spesso ancora troppe in Italia, in particolare al Sud, le famiglie in cui i figli maschi sono considerati più importanti delle femmine, osannati e incoraggiati proprio dalla prima donna con cui hanno avuto a che fare, quella che li ha messi al mondo. "Io devo fare il letto, pulire la casa, provvedere al mio bucato, non posso tornare tardi la sera o avere troppi fidanzati. Ai miei fratelii, al contrario, è permesso e concesso tutto, perfino la colazione a letto, preparata con tutto il cuore da mammà", spiega Barbara, studentessa di Palermo, unica figlia, esasperata dai due fratelli. E mentre le ragazze cercano di abbandonare appena possibile il tetto dei genitori(si capisce anche perché), aumentano sempre più i "mammoni", gli uomini che decidono, per loro scelta, di restare a casa con mamma e papà.
Un`indagine del 96 condotta dall`Istituto Iard, ha dimostrato che su 2.500 giovani italiani fra i 25 e i 29 anni più della metà (57.3%) vive ancora con i genitori. "Tutti i probabili machi da me intervistati sono convinti che la madre cucina e stira sempre meglio di ogni loro fidanzata ed è l`unica che riesce veramente a capirli". conferma la Gambino.
Il macho italiano
Occhialia scuri, abbronzatura intensa, mascella volitiva. E poi uno sguardo che cattura, un sorriso irresistibile(o ebete, a seconda dei punti di vista), le spalle larghe di cui non ha paura del mondo....I più popolano le spiagge dell' Adriatico o le sale delle discoteche il sabato sera in cerca di nuove "prede", ma c`è anche chi, nascosto dietro giacca e cravatta e una faccia d' angelo, ostenta una certa fragilità sicuro di arrivare così più facilmenete al cuore delle sue vittime, le donne, naturalmente. Sono uomini. Uomini speciali, però. Segni particolari: macho. I tempi cambiano, le mode si evolvono, le donne salgono sempre più gradini verso la parità, ma il mito del macho, l' uomo che "non deve chiedere mai", non sempre belissimo, ma capace di sedurre con una parola o con uno sguardo, non tramonta. Lui contina ad essere un duro, a mentire, a tradire e loro, le donne continuano, inspiegabilmente, a cadere ai suoi piedi, a credergli, a perdonarlo. Per non parlare poi delle esasperazioni del macho: i pappagalli, quelli che, sguinzagliati su spiagge, lunomare, città turistiche inseguono ogni "sottana" soprattutto straniera, e la sommergono di complimenti esagerati pur di arrivare al loro scopo. "Direi chi i machi rappresentano circa l' 80% degli uomini italiani" dice la scrittrice e giornalista Daniela Gamino, autrice del libro "Macho macho", una raccolta di testimonianze di maschi italiani. Si distinguono poi in varie categorie. Ci sono i machi "reali", quelli che vogliono dimostrare ad ogni costo che hanno un intensa attività sessuale e sociale; i "presunti", la categoria considerata latin lover per eccellenza come bagnini, istruttori di eduacazione fisica, fotomodelli e personaggi dello spettacolo; gli "aspiranti", quelli più sfigati che vorrebbero essere macho, ma non possono perché nessuno se li fila; i "subdoli", quelli difficilmente riconosibili che si aggirano indisturbati avvicinando le donne con finta comprensione. I più pericolosi..., racconta la Gambino.
Ma come riconoscere allora un macho vero? "Il tipico macho italiano non ha un preciso identikit fisico"- spiega la Gambino- "può essere un uomo virile, peloso o depilato da palestra, o un basso e grasso avvocato di mezza età È comunque subitoseducente, ha un atteggiamento da bella donna, si muove e cammina come se tutti stessereo guardando lui e, non appena ne ha la possibilità, punta una preda. Non che abbia un particolare interesse per questa donna.... A lui piacciono quasi tutte le femmine, basta che siano un pò carine". Attenzione donne, però... il caldo e l' atmosfera romantica di una spiaggia illuminata solo dalla luce delle stelle giocano brutti scherzi... Così si può credere di addormentarsi accanto ad un novello Casanova, da sempre grande maestro nell' arte di amare, invece ci si sveglia poi con una scottante delusione. "Il tipico macho crede di fare del bene, di distribuire amore," continua la Gambinao-"è convinto anche di saper conoscere profondamente l' universo femminile, ma, intervistando gli uomini per il mio libro, ho scoperto che nessuno, in fondo, ha mai cercato di capire veramente le donne con cui è stato, se non per portasele a letto". Il macho è infatti un "monosessuale", si considera superiore e vive in un mondo puramente maschile. Trova le donne oggetti interessanti da inseguire, ma non le considera esseri umani come lui. Alla fine, guada caso, si scopre che l' unico essere dell' altro sesso con cui si confronta veramente in qualche modo è sua madre. Del resto se è vero che la maggior parte degli uomini italiani sono maschilisti, è anche vero che una buona colpa ce l' hanno le mamme italiane. Una conferma? Basta scambiare quattro chiacchiere con una comune ragazza italiana con fratelli. Sono spesso ancora troppe in Italia, in particolare al Sud, le famiglie in cui i figli maschi sono considerati più importanti delle femmine, osannati e incoraggiati proprio dalla prima donna con cui hanno avuto a che fare, quella che li ha messi al mondo. "Io devo fare il letto, pulire la casa, provvedere al mio bucato, non posso tornare tardi la sera o avere troppi fidanzati. Ai miei fratelii, al contrario, è permesso e concesso tutto, perfino la colazione a letto, preparata con tutto il cuore da mammà", spiega Barbara, studentessa di Palermo, unica figlia, esasperata dai due fratelli. E mentre le ragazze cercano di abbandonare appena possibile il tetto dei genitori(si capisce anche perché), aumentano sempre più i "mammoni", gli uomini che decidono, per loro scelta, di restare a casa con mamma e papà.
Un`indagine del 96 condotta dall`Istituto Iard, ha dimostrato che su 2.500 giovani italiani fra i 25 e i 29 anni più della metà (57.3%) vive ancora con i genitori. "Tutti i probabili machi da me intervistati sono convinti che la madre cucina e stira sempre meglio di ogni loro fidanzata ed è l`unica che riesce veramente a capirli". conferma la Gambino.
I mammoni d'Italia. Comprensione testo
I mammoni d' Italia (testo preso dal sito http://it.eduhi.at/iperclasse/mammoni.htm)
Tra le tante caratteristiche dell' Italia, ce n’è una di cui il bel paese non è fiero. Insieme alla dieta mediterranea, al clima temperato, alle città museo e ai tanti latin lover, L'Italia è anche il regno dei "mammoni"
Una ricerca condotta pochi mesi fa dall'Istituto Iard ha dimostrato che su 2.500 giovani italiani tra i 25 e i 29 anni, più della metà (57,3%) vive ancora con i genitori. Non si tratta sempre di una necessità economica, né del ritorno a una famiglia di tipo patriarcale. Secondo i sociologi dell'Istituto invece è il risultato di una società permissiva e consumista che non riesce più a soddisfare le aspettative dei giovani per i quali la famiglia diventa un rifugio.
Sono più gli uomini che le donne (67.4% contra 45.9%) i mammoni d'Italia. Un dato che riporta at vecchio luogo comune che se una donna non si sposa è un acida "zitella", mentre l' uomo è un buon "vitellone". Un pregiudizio superato in molte società, ma che nell' area mediterranea e ancora molto sentito, tanto che fra le mammone intervistate molte rinunciano all' indipendenza proprio per risparmiare per il matrimonio.
Il rifiuto di diventare grandi
E la necessità di avere una vita propria? Non esiste. ln casa faccio quello che voglio - ammette candidamente Marco, 35anni, ingegnere. Non devo fare resoconti su come passo il mio tempo. Per me è solo una scelta di comodo: se andassi a vivere da solo non potrei permettermi una casa grande come quella dei miei genitori. Lasciati i principi autoritari, i genitori tendono ad assecondare i figli, cercando più che l’obbedienza, il consenso. "La crisi di identità che viviamo spiega Ia psicoterapeuta Anna Pandolfi nasce proprio dal fatto che nessuno vuole più assumersi alcuna responsabilità: non i genitori che si mettono a disposizione completa
dei figli. Non i ragazzi che, avendo avuto tutto prima ancora di desiderarlo, sono persone generalmente pigre e amorfe. Questi bambini di 30 anni in realtà alcune attenuanti le hanno. lnnanzi tutto Ia struttura della scuola e deIl’università. La scuola superiore in Italia termina a 18 anni. Quindi si va all’università e si finisce il ciclo di studi a 24-25 anni. Poi c'è la specializzazione o il tirocinio professionale, ma i ragazzi, mancando campus e alloggi universitari, fino a quell’età vivono in famiglia. Una volta entrati nella società e diventati adulti faticano ormai ad abbandonare le comodità di cui hanno sempre goduto. Anche la difficoltà di trovare lavoro e la mancanza di fatto di un'edilizia popolare giocano un ruolo decisivo. È vero, per molti giovani questa incertezza porta a ritardare te scelte definitive e a cercare rifugio nella famiglia - ammette la Pandolfi - ma alla fine diventa anche una scelta: quella di piegarsi alle circostanze. Il risultato? L' esaurimento della famiglia stessa, che non si rinnova. Questi mammoni, infatti, una volta che se ne vanno di casa e si sposana, non riescono a tagliare il cordone ombelicale che li ha alimentati per anni. E i genitori, cosi abituati a far parte della vita del figlio, si inseriscono nel matrimonio, nelle piccole e grandi cose. Spesso ho incontrato situazioni in cui i genitori pagano ancora l'affitto a le vacanze ai figli sposati, racconta l'avvocato divorzista Filippo Rossi. Favori che, talvolta, si trasformano in invadenza, Ma ciò che per il partner è insopportabile, per il mammone è comoda routine. "In questo modo si verificano rotture definitive, e spesso dopo la separazione, il mammone torna nella casa dei genitori.
Domande di comprensione
Chi è un mammone?
Quali sono i risultati della ricerca?
Quali sono le caratteristiche del mammone?
Quali sono i motivi che spingono figli e genitori a separarsi molto tardi?
Quali sono i vantaggi/gli svantaggi che derivano dalla convivenza con i genitori?
Quali sono le conseguenze di questa dipendenza?
Tra le tante caratteristiche dell' Italia, ce n’è una di cui il bel paese non è fiero. Insieme alla dieta mediterranea, al clima temperato, alle città museo e ai tanti latin lover, L'Italia è anche il regno dei "mammoni"
Una ricerca condotta pochi mesi fa dall'Istituto Iard ha dimostrato che su 2.500 giovani italiani tra i 25 e i 29 anni, più della metà (57,3%) vive ancora con i genitori. Non si tratta sempre di una necessità economica, né del ritorno a una famiglia di tipo patriarcale. Secondo i sociologi dell'Istituto invece è il risultato di una società permissiva e consumista che non riesce più a soddisfare le aspettative dei giovani per i quali la famiglia diventa un rifugio.
Sono più gli uomini che le donne (67.4% contra 45.9%) i mammoni d'Italia. Un dato che riporta at vecchio luogo comune che se una donna non si sposa è un acida "zitella", mentre l' uomo è un buon "vitellone". Un pregiudizio superato in molte società, ma che nell' area mediterranea e ancora molto sentito, tanto che fra le mammone intervistate molte rinunciano all' indipendenza proprio per risparmiare per il matrimonio.
Il rifiuto di diventare grandi
E la necessità di avere una vita propria? Non esiste. ln casa faccio quello che voglio - ammette candidamente Marco, 35anni, ingegnere. Non devo fare resoconti su come passo il mio tempo. Per me è solo una scelta di comodo: se andassi a vivere da solo non potrei permettermi una casa grande come quella dei miei genitori. Lasciati i principi autoritari, i genitori tendono ad assecondare i figli, cercando più che l’obbedienza, il consenso. "La crisi di identità che viviamo spiega Ia psicoterapeuta Anna Pandolfi nasce proprio dal fatto che nessuno vuole più assumersi alcuna responsabilità: non i genitori che si mettono a disposizione completa
dei figli. Non i ragazzi che, avendo avuto tutto prima ancora di desiderarlo, sono persone generalmente pigre e amorfe. Questi bambini di 30 anni in realtà alcune attenuanti le hanno. lnnanzi tutto Ia struttura della scuola e deIl’università. La scuola superiore in Italia termina a 18 anni. Quindi si va all’università e si finisce il ciclo di studi a 24-25 anni. Poi c'è la specializzazione o il tirocinio professionale, ma i ragazzi, mancando campus e alloggi universitari, fino a quell’età vivono in famiglia. Una volta entrati nella società e diventati adulti faticano ormai ad abbandonare le comodità di cui hanno sempre goduto. Anche la difficoltà di trovare lavoro e la mancanza di fatto di un'edilizia popolare giocano un ruolo decisivo. È vero, per molti giovani questa incertezza porta a ritardare te scelte definitive e a cercare rifugio nella famiglia - ammette la Pandolfi - ma alla fine diventa anche una scelta: quella di piegarsi alle circostanze. Il risultato? L' esaurimento della famiglia stessa, che non si rinnova. Questi mammoni, infatti, una volta che se ne vanno di casa e si sposana, non riescono a tagliare il cordone ombelicale che li ha alimentati per anni. E i genitori, cosi abituati a far parte della vita del figlio, si inseriscono nel matrimonio, nelle piccole e grandi cose. Spesso ho incontrato situazioni in cui i genitori pagano ancora l'affitto a le vacanze ai figli sposati, racconta l'avvocato divorzista Filippo Rossi. Favori che, talvolta, si trasformano in invadenza, Ma ciò che per il partner è insopportabile, per il mammone è comoda routine. "In questo modo si verificano rotture definitive, e spesso dopo la separazione, il mammone torna nella casa dei genitori.
Domande di comprensione
Chi è un mammone?
Quali sono i risultati della ricerca?
Quali sono le caratteristiche del mammone?
Quali sono i motivi che spingono figli e genitori a separarsi molto tardi?
Quali sono i vantaggi/gli svantaggi che derivano dalla convivenza con i genitori?
Quali sono le conseguenze di questa dipendenza?
"L'italiano"
La canzone "L'italiano" di Toto Cutugno è un ottimo inizio per parlare del tema "stereotipo": com'è l'italiano?
Da: Lyrics Mania
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
sono un italiano
Buongiorno Italia
gli spaghetti al dente
e un partigiano come Presidente
con l'autoradio sempre nella mano destra
e un canarino sopra la finestra
Buongiorno Italia con i tuoi artisti
con troppa America sui manifesti
con le canzoni con amore con il cuore
con più donne sempre meno suore
Buongiorno Italia
buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
Buongiorno Dio lo sai che ci sono anch'io
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero
Buongiorno Italia che non si spaventa
e con la crema da barba alla menta
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV
Buongiorno Italia col caffè ristretto
le calze nuove nel primo cassetto
con la bandiera in tintoria
e una 600 giu' di carrozzeria
Buongiorno Italia buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio... lo sai che ci sono anch'io
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero.
La la la la la la la la...
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero
Da: Lyrics Mania
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
sono un italiano
Buongiorno Italia
gli spaghetti al dente
e un partigiano come Presidente
con l'autoradio sempre nella mano destra
e un canarino sopra la finestra
Buongiorno Italia con i tuoi artisti
con troppa America sui manifesti
con le canzoni con amore con il cuore
con più donne sempre meno suore
Buongiorno Italia
buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
Buongiorno Dio lo sai che ci sono anch'io
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero
Buongiorno Italia che non si spaventa
e con la crema da barba alla menta
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV
Buongiorno Italia col caffè ristretto
le calze nuove nel primo cassetto
con la bandiera in tintoria
e una 600 giu' di carrozzeria
Buongiorno Italia buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio... lo sai che ci sono anch'io
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero.
La la la la la la la la...
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero
VISTI DA LONTANO
L'Italia letta con la lente della stampa estera
Un sito veramente interessante che raccoglie segnalazioni su come il resto del mondo vede gli italiani e l'Italia, tra cui:
- Gli italiani e i loro tic visti da Russell Peters
- Così gli inglesi vedono gli italiani
- Gli inglesi e la dolce vita italiana
- Italia: Mafia e pasta, lo dicono i francesi
Un sito veramente interessante che raccoglie segnalazioni su come il resto del mondo vede gli italiani e l'Italia, tra cui:
- Gli italiani e i loro tic visti da Russell Peters
- Così gli inglesi vedono gli italiani
- Gli inglesi e la dolce vita italiana
- Italia: Mafia e pasta, lo dicono i francesi
"Quando sei nato non puoi più nasconderti"
Parlare di immigrazione clandestina partendo da un film? 
QUANDO SEI NATO NON PUOI PIU' NASCONDERTI (Italia 2005)
Film drammatico di Marco Tullio Giordana
TRAMA (presa da cinemovie.info): Sandro (Matteo Gadola) ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in barca nel Mediterraneo con il padre Bruno (Alessio Boni), cade in acqua e non riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde. Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei clandestini che fanno rotta verso l'Italia, sperando in una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono due fratelli rumeni, Radu (Vlad Alexandru Toma) e Alina (Ester Hazan). Hanno la stessa età di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che somiglia sempre più ad un'amicizia, nonostante le diversità e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a loro, e soprattutto ad Alina, così bella ai suoi occhi di adolescente. E' l'età adulta che irrompe nella sua vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della realtà e costringendolo a guardare il mondo con occhi diversi...
PROVOCAZIONI (sempre da cinemovie.info, a cura di Olga di Comite)
1. Diffidiamo degli stranieri solo perché diversi o anche perché poveri e bisognosi?
2. I bimbi di ogni razza e colore a scuola fanno folklore, ma ci siamo mai chiesti chi sono davvero e cosa hanno dietro?
3. Ipotesi fantascientifica: dopo la caduta dell’Occidente, diventeremo badanti presso le ricche famiglie cinesi?
Sul sito cinemovie.info trovate inoltre delle critiche.

QUANDO SEI NATO NON PUOI PIU' NASCONDERTI (Italia 2005)
Film drammatico di Marco Tullio Giordana
TRAMA (presa da cinemovie.info): Sandro (Matteo Gadola) ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in barca nel Mediterraneo con il padre Bruno (Alessio Boni), cade in acqua e non riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde. Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei clandestini che fanno rotta verso l'Italia, sperando in una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono due fratelli rumeni, Radu (Vlad Alexandru Toma) e Alina (Ester Hazan). Hanno la stessa età di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che somiglia sempre più ad un'amicizia, nonostante le diversità e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a loro, e soprattutto ad Alina, così bella ai suoi occhi di adolescente. E' l'età adulta che irrompe nella sua vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della realtà e costringendolo a guardare il mondo con occhi diversi...
PROVOCAZIONI (sempre da cinemovie.info, a cura di Olga di Comite)
1. Diffidiamo degli stranieri solo perché diversi o anche perché poveri e bisognosi?
2. I bimbi di ogni razza e colore a scuola fanno folklore, ma ci siamo mai chiesti chi sono davvero e cosa hanno dietro?
3. Ipotesi fantascientifica: dopo la caduta dell’Occidente, diventeremo badanti presso le ricche famiglie cinesi?
Sul sito cinemovie.info trovate inoltre delle critiche.
L’Italia nel mirino dell’immigrazione clandestina
"L'ITALIA NEL MIRINO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
I 7600 km di coste italiane rappresentano ormai la porta d’ingresso per l’immigrazione clandestina in direzione dello spazio Schengen. Che adesso preferisce il Belpaese alla Spagna di Ceuta e Melilla"
L'articolo di Lucia Pantella e Adriano Farano del 21/2/2006 parla della pressione dell'immigrazione clandestina, che si è spostata dalla Spagna all'Italia dopo l'applicazione della Convenzione di Schengen nel 1997. Ma il problema non è solo dell'Italia: con la soppressione dei controlli di identità tra le frontiere dei 15 paesi che hanno implementato Schengen, un clandestino che arriva sulle coste siciliane non arriva più in Italia, ma in Europa.
I 7600 km di coste italiane rappresentano ormai la porta d’ingresso per l’immigrazione clandestina in direzione dello spazio Schengen. Che adesso preferisce il Belpaese alla Spagna di Ceuta e Melilla"
L'articolo di Lucia Pantella e Adriano Farano del 21/2/2006 parla della pressione dell'immigrazione clandestina, che si è spostata dalla Spagna all'Italia dopo l'applicazione della Convenzione di Schengen nel 1997. Ma il problema non è solo dell'Italia: con la soppressione dei controlli di identità tra le frontiere dei 15 paesi che hanno implementato Schengen, un clandestino che arriva sulle coste siciliane non arriva più in Italia, ma in Europa.
sabato 1 dicembre 2007
L'Italia in Vacanza
...perchè no...
ho trovato un sito che potrebbe essere utile per stranieri e non, per scegliere una località italiana dove passare il proprio tempo libero... che ne dite?
http://www.ferievacanze.com/
fate buon viaggio!
ho trovato un sito che potrebbe essere utile per stranieri e non, per scegliere una località italiana dove passare il proprio tempo libero... che ne dite?
http://www.ferievacanze.com/
fate buon viaggio!
giovedì 22 novembre 2007
Italiani mammoni?
Il 27 giugno 2006 su Spiegel On-line, una famosa rivista tedesca, Achim Achilles definisce in una satira anti-italiana gli uomini italiani come forma di vita parassitaria. La direzione fa poi marcia indietro e cancella le frasi.
Mammoni sì, ma parassiti? All'articolo reagisce il Corriere Adriadico con l'articolo «Italiani mammoni e parassiti».
Ma quali sono le cause del fenomeno mammismo?
Un articolo del Corriere della Sera, "Italiani mammoni? No, genitori «possessivi»", le cerca nei genitori: "Secondo una ricerca mamme e papà italici danno «molto nido» e «niente ali» ai figli, «costringendoli» a non andarsene di casa".
Nell'articolo "Italiani popolo di mammoni? A prima vista così sembrerebbe; ma vediamoci chiaro" Max Sensi scrive che è difficile rendersi autonomi poichè posto fisso e stipendio assicurato a vita sono ormai un lontano ricordo. Inoltre è difficile per i giovani che escono dalle scuole superiori scegliere tra iniziare la ricerca di lavoro, imparare un buon mestiere o andare all'università.
Interessante il sito Il gazettino. Propone un articolo, "Gli italiani: un popolo di mammoni?" , con vocabolarietto per le parole difficili e la possibilità di ascoltare il brano in formato mp3.
Mammoni sì, ma parassiti? All'articolo reagisce il Corriere Adriadico con l'articolo «Italiani mammoni e parassiti».
Ma quali sono le cause del fenomeno mammismo?
Un articolo del Corriere della Sera, "Italiani mammoni? No, genitori «possessivi»", le cerca nei genitori: "Secondo una ricerca mamme e papà italici danno «molto nido» e «niente ali» ai figli, «costringendoli» a non andarsene di casa".
Nell'articolo "Italiani popolo di mammoni? A prima vista così sembrerebbe; ma vediamoci chiaro" Max Sensi scrive che è difficile rendersi autonomi poichè posto fisso e stipendio assicurato a vita sono ormai un lontano ricordo. Inoltre è difficile per i giovani che escono dalle scuole superiori scegliere tra iniziare la ricerca di lavoro, imparare un buon mestiere o andare all'università.
Interessante il sito Il gazettino. Propone un articolo, "Gli italiani: un popolo di mammoni?" , con vocabolarietto per le parole difficili e la possibilità di ascoltare il brano in formato mp3.
mercoledì 21 novembre 2007
Media Soft - geografia italiana
Geografia italiana?
Mediasoft presenta dettagliatamente le regioni d'Italia. Analizzando
- Le Origini del Nome
- Rilievi - Valichi - Coste - Isole
- Paesaggio
- Agricoltura - Allevamento - Pesca
- Industria - Turismo
- Posizione e Confine
- Fiumi - Laghi
- Clima
- Popolazione
- Comunicazioni
Mediasoft presenta dettagliatamente le regioni d'Italia. Analizzando
- Le Origini del Nome
- Rilievi - Valichi - Coste - Isole
- Paesaggio
- Agricoltura - Allevamento - Pesca
- Industria - Turismo
- Posizione e Confine
- Fiumi - Laghi
- Clima
- Popolazione
- Comunicazioni
Jet2school
Jet2school è un sito internet elaborato da Judith Schittenkopf, insegnante d'italiano e d'inglese
in una scuola superiore a Innsbruck.
Obiettivo di questa homepage è di aiutare studenti/studentesse d'italiano nello studio dell'italiano attraverso l'offerta di materiale on-line, tra cui tanti esercizi con soluzioni.
Nel sito potete trovare esercizi di grammatica, esempi di corrispondenza commerciale, testi, ascolti, situazioni tipiche... Il sito è collegato tramite link a tanti altri siti per lo studio dell'italiano.
Unico difetto: essendo il sito gestito da un'insegnante austriaca la homepage è in tedesco, quindi consiglio jet2school solo a studenti madrelingua tedeschi.
Imparare l'italiano online ma non da solo?
MyLanguageExchange.com è una comunità online che ti aiuta a trovare amici di penna e ad esercitarti nella lingua straniera (qualsiasi lingua) con un madrelingua che sta imparando la tua lingua.
Il sito ti aiuta a migliorare la padronanza la lingua straniera usando internet integrandoti in esercizi e dialoghi (scritti o a voce) di gruppo.
Il sito ti aiuta a migliorare la padronanza la lingua straniera usando internet integrandoti in esercizi e dialoghi (scritti o a voce) di gruppo.
Matdid: Materiale didattico di italiano per stranieri
Matdid, un servizio della Scuola d'Italiano di Roma a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, offre gratuitamente a insegnanti e a studenti di italiano una serie di materiali, letture, test, esercizi per lezioni di lingua aggiornato ogni 15 giorni. La Scuola d'Italiano è un istituto specializzato nell'insegnamento della lingua italiana.
I materiali sono catalogati in quattro indici diversi:
- cronologico
- analitico
- per livello
- per argomento.
I materiali sono catalogati in quattro indici diversi:
- cronologico
- analitico
- per livello
- per argomento.
Peppino Impastato
Un approcio diverso all'argomento "mafia"?
Interessante è la storia di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra, la Sicilia. Molti sono i siti dedicati a questo eroe anti-mafia tra cui il sito Peppino Impastato . Ottimo anche il materiale raccolto dal Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" Onlus in trenta anni di attività contro la mafia e per la pace.
Alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, Marco Tullio Giordana ha dedicato un bellissimo film, "I cento passi".
Dal film sono tratti parti della canzone "I Cento Passi" dell'album "¡Viva La Vida, Muera La Muerte!" (2004)dei Modena City Ramblers.
martedì 20 novembre 2007
italianoAscuola
Un ottimo sito per coloro che insegnano italiano come anche per studenti autodidatti.
I materiali sono stati realizzati da studenti del Dipartimento di Filologia Romanza dell'Università di Salisburgo che vogliono diventare insegnanti di lingua italiana e che hanno voluto mettere in pratica le conoscenze teoriche e metodiche apprese.
L'ideazione del progetto è di Mag. Dr. Michaela Rückl, insegnante di inglese, francese e italiano alla Bundeshandelsakademie di Oberndorf e responsabile per la glottodidattica dell'Italiano come lingua straniera al Dipartimento di Filologia Romanza dell'Università di Salisburgo. La docente ha anche seguito gli studenti nella realizzazione dei materiali didattici.
Per avere accesso a tutti i link è indispensabile registrarsi. Solo gli utenti registrati possono scaricare documenti. La registrazione è gratuita e si richiedono solo nome e indirizzo di posta elettronica. Dopo la registrazione i materiali potranno essere scaricati in formato WinZip.
I materiali possono essere cercati secondo categoria, secondo autore e/o secondo testo.
Categorie:
- Lessico
- Grammatica
- Abilità linguistiche
- Materiali per manuali specifici (esempi: Espresso, Linea diretta, Buongiorno/Buonasera a tutti, - Allegro)
- Cultura e civiltà
- Economia e commercio
- Letteratura
- Cinema e film
- Canzoni e cantautori
- Andragogia
- Insegnamento precoce
Vedi anche Die Salzburger ARGE für Italienisch: Insegnare e imparare l'italiano a Salisburgo
mercoledì 7 novembre 2007
"Bamboccioni" sì, ma non per scelta. Di sicuro lontani da politica e religione
da Repubblica, SCUOLA & GIOVANI
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Nel 2006 i celibi fra i 18 e i 34 anni che vivono "con almeno un genitore" hanno oltrepassato il 60%. Nel 2005 erano 59,5%
"Bamboccioni" sì, ma non per scelta
di sicuro lontani da politica e religione
Tra loro - rivela il rapporto Istat 2006 "la vita quotidiana" -diminuiscono quelli che possono contare su uno stipendio
di SALVO INTRAVAIA
AUMENTANO i ragazzi che, per scelta o necessità, rimangono a vivere in casa dei genitori. Ma non solo. I giovani del nostro Paese marcano sempre di più le distanze dalla politica e dai luoghi di culto. E' il quadro dei ragazzi italiani che emerge dall'ultima indagine Istat su, relativa al 2006, "La vita quotidiana". Confrontando i dati con quelli dell'anno precedente, le preoccupazioni del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa - condite con la discussa definizione di "bamboccioni" - sono destinate ad aumentare. Nel 2006 i giovani celibi di età compresa fra i 18 anni e i 34 anni che vivono "con almeno un genitore" hanno oltrepassato la soglia del 60 per cento. Nel 2005 erano 59,5 su 100.
Ma nel ponderoso volume pubblicato ieri, che prende in considerazione un po' tutti gli aspetti della vita quotidiana (vacanze, tempo libero, stili alimentari, sport, ed altro), l'istituto nazionale di statistica mette a disposizione anche i numeri che possono spiegare le probabili motivazioni di tanto attaccamento a mamma e papà. Infatti, l'aumento dei ragazzi che restano in famiglia è accompagnato dal decremento (dal 47,7 al 46,7 per cento) dei giovani che hanno la fortuna di potersi definire "occupati" e poter contare su uno stipendio. E dal parallelo incremento, pari a due punti percentuali, di coloro che si definiscono in "cerca di occupazione".
Sembrerebbe quindi, almeno stando ai numeri, che i nostri giovani non siano affetti da "mammismo acuto" bensì dall'impossibilità di sostenersi anche quando non si è più ragazzini. Un popolo, quello dei 18/34enni che condivide ancora lo stesso tetto dei genitori, formato da 7 milioni 368 mila individui con netta prevalenza di uomini: oltre 4 milioni e 200 mila.
Sembrerebbe quindi, almeno stando ai numeri, che i nostri giovani non siano affetti da "mammismo acuto" bensì dall'impossibilità di sostenersi anche quando non si è più ragazzini. Un popolo, quello dei 18/34enni che condivide ancora lo stesso tetto dei genitori, formato da 7 milioni 368 mila individui con netta prevalenza di uomini: oltre 4 milioni e 200 mila.
E accanto alle difficoltà di trovare un lavoro e una casa per andare a vivere da soli, fra i giovani, cresce anche la sfiducia nella politica. In appena 12 mesi il numero di coloro che "non si informano mai di politica" fa registrare un netto balzo in avanti. Fra i 18/19enni addirittura di 3 punti e mezzo: dal 32 al 35,4 per cento. Meno marcati, anche se consistenti, gli incrementi fra i 20/24enni e i 25/34enni. Il motivo di tanta lontananza dai palazzi della politica è presto detto. Alla maggior parte la politica "non interessa" proprio. Ma sono parecchi coloro che dichiarano espressamente la loro "sfiducia nella politica", sentimento che attanaglia il 28,3 per cento dei 25/34enni, e quelli che la considerano troppo "complicata".
Un senso di sfiducia che si allarga anche alla religione. Coloro che dichiarano apertamente di non recarsi "mai in un luogo di culto" è in forte aumento, soprattutto fra i giovanissimi di età compresa fra i 14 e 19 anni. Allontanamento da chiese e parrocchie confermato anche dai ragazzi che frequentano i luoghi di culto "almeno una volta a settimana". Di "frequentatori modici", fra i 14/17enni, nel 2005 se ne contavano 37,6 su 100. Nel breve volgere di un anno si è bruscamente scesi al 30,6 per cento. Disaffezione che in misura minore colpisce anche i 18/19enni e i 20/24enni. Solo fra i 25/34enni si registra un leggero recupero.
(7 novembre 2007)
giovedì 1 novembre 2007
CASSOEULA!!!
Quando adesso si pensa al primo di novembre, chissà perchè ai più viene in mente Halloween.
Comunque..andiamo al dunque…ecco la ricetta!!!
Ingredienti
- Costine di maiale
- Piedini
- Cotenne
- Verze
- Sedano
- Carote
- Cipolla
- Burro
- Sale
- (possibili aggiunte: verzini, orecchie, codino, tempia,…; molti usano la pancetta nel soffritto, o la salsa di pomodoro più in là nella cottura. Alcuni usano un bicchiere di vino bianco per stordire il maiale. Molti la servono con contorno di polenta, ma secondo me è buona anche da sola)
Preliminari
- Lasciare qualche notte la verza a brinare fuori
- Togliere i peli dalle cotenne
- Cuocere "a metà" i piedini di maiale in acqua bollente (l'anno scorso non l'ho fatto, spero che così quest'anno risulti solo esageratamente grassa invece di smodatamente grassa).
Preparazione
- Burro e cipolla tritata in grande casseruola
- Soffriggerci costine, piedini, cotenne
- Lasciare cuocere un po' (coperto)
- Aggiungere sedano e carote tritati
- Lasciare cuocere (coperto); salare un po'
- Una mezz'ora - quaranta minuti prima della fine della cottura, aggiungere la verza tagliata grossolanamente (senza torsolo!)
- Regolare di sale
- La cottura totale dovrebbe essere intorno alle tre ore, ma guardarla attentamente. Se necessario, aggiungere acqua calda q.b. durante la cottura.
NB: Non misurare il colesterolo per almeno un mese ;)
Buon Appetito!!
mercoledì 31 ottobre 2007
Mafia? Wikipedia spiega
Che cos'è la mafia? Perché si chiama così? Dove c'è la mafia? Cosa sono "Cosa nostra", "Camorra", "'Ndrangheta", "Sacra Corona Unita", "Remo Lecce libera" e "Stidda"?
"Mafia è un termine diffuso ormai a livello mondiale, con cui ci si riferisce ad una particolare tipologia di organizzazioni criminali. Le analisi moderne del fenomeno della mafia la considerano, prima ancora che una organizzazione criminale, una "organizzazione di potere": ciò evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze e collaborazioni con funzionari dello stato, in particolare politici, nonché del supporto di certi strati della popolazione.
Il termine mafia venne inizialmente utilizzato per indicare una organizzazione criminale originaria della Sicilia, più precisamente definita come Cosa nostra."
da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Su Wikipedia, alla voce Mafia, trovi le risposte, una bibliografia e una filmografia sul tema, come anche collegamenti ad altri siti da consultare.
Wikipedia è un' enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, ed è redatta da volontari.
"Mafia è un termine diffuso ormai a livello mondiale, con cui ci si riferisce ad una particolare tipologia di organizzazioni criminali. Le analisi moderne del fenomeno della mafia la considerano, prima ancora che una organizzazione criminale, una "organizzazione di potere": ciò evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze e collaborazioni con funzionari dello stato, in particolare politici, nonché del supporto di certi strati della popolazione.
Il termine mafia venne inizialmente utilizzato per indicare una organizzazione criminale originaria della Sicilia, più precisamente definita come Cosa nostra."
da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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