da: Adesso, das aktuelle Magazin in Italienisch, Nr 8, 1998
Il macho italiano
Occhialia scuri, abbronzatura intensa, mascella volitiva. E poi uno sguardo che cattura, un sorriso irresistibile(o ebete, a seconda dei punti di vista), le spalle larghe di cui non ha paura del mondo....I più popolano le spiagge dell' Adriatico o le sale delle discoteche il sabato sera in cerca di nuove "prede", ma c`è anche chi, nascosto dietro giacca e cravatta e una faccia d' angelo, ostenta una certa fragilità sicuro di arrivare così più facilmenete al cuore delle sue vittime, le donne, naturalmente. Sono uomini. Uomini speciali, però. Segni particolari: macho. I tempi cambiano, le mode si evolvono, le donne salgono sempre più gradini verso la parità, ma il mito del macho, l' uomo che "non deve chiedere mai", non sempre belissimo, ma capace di sedurre con una parola o con uno sguardo, non tramonta. Lui contina ad essere un duro, a mentire, a tradire e loro, le donne continuano, inspiegabilmente, a cadere ai suoi piedi, a credergli, a perdonarlo. Per non parlare poi delle esasperazioni del macho: i pappagalli, quelli che, sguinzagliati su spiagge, lunomare, città turistiche inseguono ogni "sottana" soprattutto straniera, e la sommergono di complimenti esagerati pur di arrivare al loro scopo. "Direi chi i machi rappresentano circa l' 80% degli uomini italiani" dice la scrittrice e giornalista Daniela Gamino, autrice del libro "Macho macho", una raccolta di testimonianze di maschi italiani. Si distinguono poi in varie categorie. Ci sono i machi "reali", quelli che vogliono dimostrare ad ogni costo che hanno un intensa attività sessuale e sociale; i "presunti", la categoria considerata latin lover per eccellenza come bagnini, istruttori di eduacazione fisica, fotomodelli e personaggi dello spettacolo; gli "aspiranti", quelli più sfigati che vorrebbero essere macho, ma non possono perché nessuno se li fila; i "subdoli", quelli difficilmente riconosibili che si aggirano indisturbati avvicinando le donne con finta comprensione. I più pericolosi..., racconta la Gambino.
Ma come riconoscere allora un macho vero? "Il tipico macho italiano non ha un preciso identikit fisico"- spiega la Gambino- "può essere un uomo virile, peloso o depilato da palestra, o un basso e grasso avvocato di mezza età È comunque subitoseducente, ha un atteggiamento da bella donna, si muove e cammina come se tutti stessereo guardando lui e, non appena ne ha la possibilità, punta una preda. Non che abbia un particolare interesse per questa donna.... A lui piacciono quasi tutte le femmine, basta che siano un pò carine". Attenzione donne, però... il caldo e l' atmosfera romantica di una spiaggia illuminata solo dalla luce delle stelle giocano brutti scherzi... Così si può credere di addormentarsi accanto ad un novello Casanova, da sempre grande maestro nell' arte di amare, invece ci si sveglia poi con una scottante delusione. "Il tipico macho crede di fare del bene, di distribuire amore," continua la Gambinao-"è convinto anche di saper conoscere profondamente l' universo femminile, ma, intervistando gli uomini per il mio libro, ho scoperto che nessuno, in fondo, ha mai cercato di capire veramente le donne con cui è stato, se non per portasele a letto". Il macho è infatti un "monosessuale", si considera superiore e vive in un mondo puramente maschile. Trova le donne oggetti interessanti da inseguire, ma non le considera esseri umani come lui. Alla fine, guada caso, si scopre che l' unico essere dell' altro sesso con cui si confronta veramente in qualche modo è sua madre. Del resto se è vero che la maggior parte degli uomini italiani sono maschilisti, è anche vero che una buona colpa ce l' hanno le mamme italiane. Una conferma? Basta scambiare quattro chiacchiere con una comune ragazza italiana con fratelli. Sono spesso ancora troppe in Italia, in particolare al Sud, le famiglie in cui i figli maschi sono considerati più importanti delle femmine, osannati e incoraggiati proprio dalla prima donna con cui hanno avuto a che fare, quella che li ha messi al mondo. "Io devo fare il letto, pulire la casa, provvedere al mio bucato, non posso tornare tardi la sera o avere troppi fidanzati. Ai miei fratelii, al contrario, è permesso e concesso tutto, perfino la colazione a letto, preparata con tutto il cuore da mammà", spiega Barbara, studentessa di Palermo, unica figlia, esasperata dai due fratelli. E mentre le ragazze cercano di abbandonare appena possibile il tetto dei genitori(si capisce anche perché), aumentano sempre più i "mammoni", gli uomini che decidono, per loro scelta, di restare a casa con mamma e papà.
Un`indagine del 96 condotta dall`Istituto Iard, ha dimostrato che su 2.500 giovani italiani fra i 25 e i 29 anni più della metà (57.3%) vive ancora con i genitori. "Tutti i probabili machi da me intervistati sono convinti che la madre cucina e stira sempre meglio di ogni loro fidanzata ed è l`unica che riesce veramente a capirli". conferma la Gambino.
martedì 4 dicembre 2007
I mammoni d'Italia. Comprensione testo
I mammoni d' Italia (testo preso dal sito http://it.eduhi.at/iperclasse/mammoni.htm)
Tra le tante caratteristiche dell' Italia, ce n’è una di cui il bel paese non è fiero. Insieme alla dieta mediterranea, al clima temperato, alle città museo e ai tanti latin lover, L'Italia è anche il regno dei "mammoni"
Una ricerca condotta pochi mesi fa dall'Istituto Iard ha dimostrato che su 2.500 giovani italiani tra i 25 e i 29 anni, più della metà (57,3%) vive ancora con i genitori. Non si tratta sempre di una necessità economica, né del ritorno a una famiglia di tipo patriarcale. Secondo i sociologi dell'Istituto invece è il risultato di una società permissiva e consumista che non riesce più a soddisfare le aspettative dei giovani per i quali la famiglia diventa un rifugio.
Sono più gli uomini che le donne (67.4% contra 45.9%) i mammoni d'Italia. Un dato che riporta at vecchio luogo comune che se una donna non si sposa è un acida "zitella", mentre l' uomo è un buon "vitellone". Un pregiudizio superato in molte società, ma che nell' area mediterranea e ancora molto sentito, tanto che fra le mammone intervistate molte rinunciano all' indipendenza proprio per risparmiare per il matrimonio.
Il rifiuto di diventare grandi
E la necessità di avere una vita propria? Non esiste. ln casa faccio quello che voglio - ammette candidamente Marco, 35anni, ingegnere. Non devo fare resoconti su come passo il mio tempo. Per me è solo una scelta di comodo: se andassi a vivere da solo non potrei permettermi una casa grande come quella dei miei genitori. Lasciati i principi autoritari, i genitori tendono ad assecondare i figli, cercando più che l’obbedienza, il consenso. "La crisi di identità che viviamo spiega Ia psicoterapeuta Anna Pandolfi nasce proprio dal fatto che nessuno vuole più assumersi alcuna responsabilità: non i genitori che si mettono a disposizione completa
dei figli. Non i ragazzi che, avendo avuto tutto prima ancora di desiderarlo, sono persone generalmente pigre e amorfe. Questi bambini di 30 anni in realtà alcune attenuanti le hanno. lnnanzi tutto Ia struttura della scuola e deIl’università. La scuola superiore in Italia termina a 18 anni. Quindi si va all’università e si finisce il ciclo di studi a 24-25 anni. Poi c'è la specializzazione o il tirocinio professionale, ma i ragazzi, mancando campus e alloggi universitari, fino a quell’età vivono in famiglia. Una volta entrati nella società e diventati adulti faticano ormai ad abbandonare le comodità di cui hanno sempre goduto. Anche la difficoltà di trovare lavoro e la mancanza di fatto di un'edilizia popolare giocano un ruolo decisivo. È vero, per molti giovani questa incertezza porta a ritardare te scelte definitive e a cercare rifugio nella famiglia - ammette la Pandolfi - ma alla fine diventa anche una scelta: quella di piegarsi alle circostanze. Il risultato? L' esaurimento della famiglia stessa, che non si rinnova. Questi mammoni, infatti, una volta che se ne vanno di casa e si sposana, non riescono a tagliare il cordone ombelicale che li ha alimentati per anni. E i genitori, cosi abituati a far parte della vita del figlio, si inseriscono nel matrimonio, nelle piccole e grandi cose. Spesso ho incontrato situazioni in cui i genitori pagano ancora l'affitto a le vacanze ai figli sposati, racconta l'avvocato divorzista Filippo Rossi. Favori che, talvolta, si trasformano in invadenza, Ma ciò che per il partner è insopportabile, per il mammone è comoda routine. "In questo modo si verificano rotture definitive, e spesso dopo la separazione, il mammone torna nella casa dei genitori.
Domande di comprensione
Chi è un mammone?
Quali sono i risultati della ricerca?
Quali sono le caratteristiche del mammone?
Quali sono i motivi che spingono figli e genitori a separarsi molto tardi?
Quali sono i vantaggi/gli svantaggi che derivano dalla convivenza con i genitori?
Quali sono le conseguenze di questa dipendenza?
Tra le tante caratteristiche dell' Italia, ce n’è una di cui il bel paese non è fiero. Insieme alla dieta mediterranea, al clima temperato, alle città museo e ai tanti latin lover, L'Italia è anche il regno dei "mammoni"
Una ricerca condotta pochi mesi fa dall'Istituto Iard ha dimostrato che su 2.500 giovani italiani tra i 25 e i 29 anni, più della metà (57,3%) vive ancora con i genitori. Non si tratta sempre di una necessità economica, né del ritorno a una famiglia di tipo patriarcale. Secondo i sociologi dell'Istituto invece è il risultato di una società permissiva e consumista che non riesce più a soddisfare le aspettative dei giovani per i quali la famiglia diventa un rifugio.
Sono più gli uomini che le donne (67.4% contra 45.9%) i mammoni d'Italia. Un dato che riporta at vecchio luogo comune che se una donna non si sposa è un acida "zitella", mentre l' uomo è un buon "vitellone". Un pregiudizio superato in molte società, ma che nell' area mediterranea e ancora molto sentito, tanto che fra le mammone intervistate molte rinunciano all' indipendenza proprio per risparmiare per il matrimonio.
Il rifiuto di diventare grandi
E la necessità di avere una vita propria? Non esiste. ln casa faccio quello che voglio - ammette candidamente Marco, 35anni, ingegnere. Non devo fare resoconti su come passo il mio tempo. Per me è solo una scelta di comodo: se andassi a vivere da solo non potrei permettermi una casa grande come quella dei miei genitori. Lasciati i principi autoritari, i genitori tendono ad assecondare i figli, cercando più che l’obbedienza, il consenso. "La crisi di identità che viviamo spiega Ia psicoterapeuta Anna Pandolfi nasce proprio dal fatto che nessuno vuole più assumersi alcuna responsabilità: non i genitori che si mettono a disposizione completa
dei figli. Non i ragazzi che, avendo avuto tutto prima ancora di desiderarlo, sono persone generalmente pigre e amorfe. Questi bambini di 30 anni in realtà alcune attenuanti le hanno. lnnanzi tutto Ia struttura della scuola e deIl’università. La scuola superiore in Italia termina a 18 anni. Quindi si va all’università e si finisce il ciclo di studi a 24-25 anni. Poi c'è la specializzazione o il tirocinio professionale, ma i ragazzi, mancando campus e alloggi universitari, fino a quell’età vivono in famiglia. Una volta entrati nella società e diventati adulti faticano ormai ad abbandonare le comodità di cui hanno sempre goduto. Anche la difficoltà di trovare lavoro e la mancanza di fatto di un'edilizia popolare giocano un ruolo decisivo. È vero, per molti giovani questa incertezza porta a ritardare te scelte definitive e a cercare rifugio nella famiglia - ammette la Pandolfi - ma alla fine diventa anche una scelta: quella di piegarsi alle circostanze. Il risultato? L' esaurimento della famiglia stessa, che non si rinnova. Questi mammoni, infatti, una volta che se ne vanno di casa e si sposana, non riescono a tagliare il cordone ombelicale che li ha alimentati per anni. E i genitori, cosi abituati a far parte della vita del figlio, si inseriscono nel matrimonio, nelle piccole e grandi cose. Spesso ho incontrato situazioni in cui i genitori pagano ancora l'affitto a le vacanze ai figli sposati, racconta l'avvocato divorzista Filippo Rossi. Favori che, talvolta, si trasformano in invadenza, Ma ciò che per il partner è insopportabile, per il mammone è comoda routine. "In questo modo si verificano rotture definitive, e spesso dopo la separazione, il mammone torna nella casa dei genitori.
Domande di comprensione
Chi è un mammone?
Quali sono i risultati della ricerca?
Quali sono le caratteristiche del mammone?
Quali sono i motivi che spingono figli e genitori a separarsi molto tardi?
Quali sono i vantaggi/gli svantaggi che derivano dalla convivenza con i genitori?
Quali sono le conseguenze di questa dipendenza?
"L'italiano"
La canzone "L'italiano" di Toto Cutugno è un ottimo inizio per parlare del tema "stereotipo": com'è l'italiano?
Da: Lyrics Mania
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
sono un italiano
Buongiorno Italia
gli spaghetti al dente
e un partigiano come Presidente
con l'autoradio sempre nella mano destra
e un canarino sopra la finestra
Buongiorno Italia con i tuoi artisti
con troppa America sui manifesti
con le canzoni con amore con il cuore
con più donne sempre meno suore
Buongiorno Italia
buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
Buongiorno Dio lo sai che ci sono anch'io
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero
Buongiorno Italia che non si spaventa
e con la crema da barba alla menta
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV
Buongiorno Italia col caffè ristretto
le calze nuove nel primo cassetto
con la bandiera in tintoria
e una 600 giu' di carrozzeria
Buongiorno Italia buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio... lo sai che ci sono anch'io
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero.
La la la la la la la la...
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero
Da: Lyrics Mania
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
sono un italiano
Buongiorno Italia
gli spaghetti al dente
e un partigiano come Presidente
con l'autoradio sempre nella mano destra
e un canarino sopra la finestra
Buongiorno Italia con i tuoi artisti
con troppa America sui manifesti
con le canzoni con amore con il cuore
con più donne sempre meno suore
Buongiorno Italia
buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
Buongiorno Dio lo sai che ci sono anch'io
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero
Buongiorno Italia che non si spaventa
e con la crema da barba alla menta
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV
Buongiorno Italia col caffè ristretto
le calze nuove nel primo cassetto
con la bandiera in tintoria
e una 600 giu' di carrozzeria
Buongiorno Italia buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio... lo sai che ci sono anch'io
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero.
La la la la la la la la...
Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero
VISTI DA LONTANO
L'Italia letta con la lente della stampa estera
Un sito veramente interessante che raccoglie segnalazioni su come il resto del mondo vede gli italiani e l'Italia, tra cui:
- Gli italiani e i loro tic visti da Russell Peters
- Così gli inglesi vedono gli italiani
- Gli inglesi e la dolce vita italiana
- Italia: Mafia e pasta, lo dicono i francesi
Un sito veramente interessante che raccoglie segnalazioni su come il resto del mondo vede gli italiani e l'Italia, tra cui:
- Gli italiani e i loro tic visti da Russell Peters
- Così gli inglesi vedono gli italiani
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"Quando sei nato non puoi più nasconderti"
Parlare di immigrazione clandestina partendo da un film? 
QUANDO SEI NATO NON PUOI PIU' NASCONDERTI (Italia 2005)
Film drammatico di Marco Tullio Giordana
TRAMA (presa da cinemovie.info): Sandro (Matteo Gadola) ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in barca nel Mediterraneo con il padre Bruno (Alessio Boni), cade in acqua e non riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde. Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei clandestini che fanno rotta verso l'Italia, sperando in una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono due fratelli rumeni, Radu (Vlad Alexandru Toma) e Alina (Ester Hazan). Hanno la stessa età di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che somiglia sempre più ad un'amicizia, nonostante le diversità e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a loro, e soprattutto ad Alina, così bella ai suoi occhi di adolescente. E' l'età adulta che irrompe nella sua vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della realtà e costringendolo a guardare il mondo con occhi diversi...
PROVOCAZIONI (sempre da cinemovie.info, a cura di Olga di Comite)
1. Diffidiamo degli stranieri solo perché diversi o anche perché poveri e bisognosi?
2. I bimbi di ogni razza e colore a scuola fanno folklore, ma ci siamo mai chiesti chi sono davvero e cosa hanno dietro?
3. Ipotesi fantascientifica: dopo la caduta dell’Occidente, diventeremo badanti presso le ricche famiglie cinesi?
Sul sito cinemovie.info trovate inoltre delle critiche.

QUANDO SEI NATO NON PUOI PIU' NASCONDERTI (Italia 2005)
Film drammatico di Marco Tullio Giordana
TRAMA (presa da cinemovie.info): Sandro (Matteo Gadola) ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in barca nel Mediterraneo con il padre Bruno (Alessio Boni), cade in acqua e non riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde. Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei clandestini che fanno rotta verso l'Italia, sperando in una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono due fratelli rumeni, Radu (Vlad Alexandru Toma) e Alina (Ester Hazan). Hanno la stessa età di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che somiglia sempre più ad un'amicizia, nonostante le diversità e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a loro, e soprattutto ad Alina, così bella ai suoi occhi di adolescente. E' l'età adulta che irrompe nella sua vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della realtà e costringendolo a guardare il mondo con occhi diversi...
PROVOCAZIONI (sempre da cinemovie.info, a cura di Olga di Comite)
1. Diffidiamo degli stranieri solo perché diversi o anche perché poveri e bisognosi?
2. I bimbi di ogni razza e colore a scuola fanno folklore, ma ci siamo mai chiesti chi sono davvero e cosa hanno dietro?
3. Ipotesi fantascientifica: dopo la caduta dell’Occidente, diventeremo badanti presso le ricche famiglie cinesi?
Sul sito cinemovie.info trovate inoltre delle critiche.
L’Italia nel mirino dell’immigrazione clandestina
"L'ITALIA NEL MIRINO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
I 7600 km di coste italiane rappresentano ormai la porta d’ingresso per l’immigrazione clandestina in direzione dello spazio Schengen. Che adesso preferisce il Belpaese alla Spagna di Ceuta e Melilla"
L'articolo di Lucia Pantella e Adriano Farano del 21/2/2006 parla della pressione dell'immigrazione clandestina, che si è spostata dalla Spagna all'Italia dopo l'applicazione della Convenzione di Schengen nel 1997. Ma il problema non è solo dell'Italia: con la soppressione dei controlli di identità tra le frontiere dei 15 paesi che hanno implementato Schengen, un clandestino che arriva sulle coste siciliane non arriva più in Italia, ma in Europa.
I 7600 km di coste italiane rappresentano ormai la porta d’ingresso per l’immigrazione clandestina in direzione dello spazio Schengen. Che adesso preferisce il Belpaese alla Spagna di Ceuta e Melilla"
L'articolo di Lucia Pantella e Adriano Farano del 21/2/2006 parla della pressione dell'immigrazione clandestina, che si è spostata dalla Spagna all'Italia dopo l'applicazione della Convenzione di Schengen nel 1997. Ma il problema non è solo dell'Italia: con la soppressione dei controlli di identità tra le frontiere dei 15 paesi che hanno implementato Schengen, un clandestino che arriva sulle coste siciliane non arriva più in Italia, ma in Europa.
sabato 1 dicembre 2007
L'Italia in Vacanza
...perchè no...
ho trovato un sito che potrebbe essere utile per stranieri e non, per scegliere una località italiana dove passare il proprio tempo libero... che ne dite?
http://www.ferievacanze.com/
fate buon viaggio!
ho trovato un sito che potrebbe essere utile per stranieri e non, per scegliere una località italiana dove passare il proprio tempo libero... che ne dite?
http://www.ferievacanze.com/
fate buon viaggio!
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